mercoledì 1 febbraio 2012

Napoli che esala

Napoli, in questi giorni, è la riprova del fatto che l'uomo è un animale adattativo. La gente cammina in strada, si sofferma, prende un caffè, mentre tutt'intorno s'innalzano cumuli sempre più debordanti di spazzatura. Senza distinzione di quartiere: piazza Arenella, quartiere residenziale, domenica mattina pareva un quadro iperrealista. Gente benvestita ozieggiava tranquilla fuori dalla pasticceria rinomata per le sfogliatelle: sole in faccia, sigaretta in mano, occhiali trendy sugli occhi. E a pochi metri centinaia di sacchi ammassati. Giorno dopo giorno, l'assuefazione ai miasmi sembra un fatto compiuto; e poco importa se gli unici cassonetti non pieni sono quelli (pochi) per la raccolta differenziata. Non è colpa del cittadino medio napoletano, o perlomeno non solo sua; ma fino a quando potrà adattarsi ancora?

(23 maggio 2007)

Nessun commento:

Posta un commento