sabato 4 febbraio 2012

Brindisi e tradimenti

Il vino perde il..pelo, ma non il vizio. Periodicamente, l'industria di produzione vinicola (come altre, nondimeno) ricade nella tentazione di duplicare i guadagni, tradendo il patto con i 'winelovers'. Con vari distinguo, pare stia capitando negli ultimi tempi in varie latitudini italiane, dalla Puglia alla Toscana del Brunello. Proprio in quest'ultimo circondario la reazione degli amministratori locali (ovvero di chi è tenuto a rappresentare la comunità locale, e quindi i cittadini più che i produttori) è stata sulle prime più realista del re. Infatti, mentre in seno al Consorzio dei produttori è scoppiata la faida tra chi vuol "annacquare" l'affaire e chi difende il disciplinare di produzione e la propria scelta di seguirlo, parallelamente le autorità politiche hanno alzato i toni sulla "vergognosa campagna mediatica" che sarebbe stata intentata ai danni di quei..poverelli dei produttori, appunto. Ora, se è vero che è giusto distinguere tra chi sostituisce vitigni (senza conseguenze per la salute) e chi invece adultera il vino, con rischi per la vita di beve, è vero anche che "sottacere" significa infischiarsene del rispetto dovuto a chi compra un vino e lo paga pure caro (spesso carissimo), convinto però di acquistare anche "un'emozione", che in realtà è tradita all'origine da chi, viceversa, su questa emozione (e sul suo tradimento, se comprovato) fa soldi a palate. Alla faccia sua. Se le accuse saranno comprovate,  sarà giusto tenerne conto

(11 aprile 2008)

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