..messo giù circa un anno fa. E' di destra? E' di sinistra? fate voi...
Rispetto della legge. Più un paese tradisce le regole che si dà, più compromette le basi del suo futuro.
Uguaglianza delle persone: nessuno è più 'uguale' di altri: nei diritti e nei doveri.
Pregiudizio inammissibile. Il singolo straniero, come l'italiano, non può essere considerato negativo a prescindere. Se un individuo proviene da ambienti a rischio è giusto premunirsi, ma a nessuno va negata a priori la possibilità di esser cittadino in virtù della provenienza, religione, colore della pelle.
Accoglienza costruttiva. Il mondo a cui puntare è quello in cui una persona si sposta dal suo paese per volontà, non per necessità. La soluzione all'immigrazione dei poveri non è l'accoglienza illimitata, bensì la costruzione di migliori condizioni di vita nei paesi di loro origine. Ogni paese deve accogliere chi ha bisogno in proporzione alle capacità di garantire una convivenza dignitosa tra chi accoglie e chi arriva, senza smettere di puntare all'obiettivo di lungo periodo.
L'ospite sia discreto. Chi arriva su un territorio straniero deve faro con umiltà, chiedendo rispetto per i propri diritti ma non pretendendo di imporre i propri gusti e decisioni a chi già abita in quel territorio.
Libera chiesa, libero stato. Lo stato non deve imporsi alla religione, né viceversa. Ognuno deve essere libero di professare il credo che vuole, senza impedire di fare altrettanto ad altri.
Sia premiata la sostanza. Chi lavora deve guadagnare in proporzione alla fatica ed al grado di utilità futura per la società di quanto sta facendo. Il paese che paga scienziati meno di calciatori e veline è un paese che vive alla giornata.
Merito. La raccomandazione è l'arma dell'individuo che pensa al futuro proprio fregandosene di quello degli altri, e che spera di non essere mai uno degli 'altri'. Ma più la raccomandazione è diffusa, più il rischio che ognuno cada negli 'altri' aumenta.
Beato il paese che non ha bisogno di eroi. In epoca moderna, l'esaltazione di singoli personaggi ha spesso preceduto grandi rovine per gli stessi personaggi, e per chi li esaltava. Più un paese costruisce il futuro con un apporto condiviso, più lo fa con basi solide.
Partecipazione. Più la vita sociale è partecipata, più il paese è rappresentato, equo, aperto e ricco. Anche economicamente.
Stato e imprese. Un paese che privatizza le funzioni essenziali è un paese che si espone al ricatto, o al conflitto sociale. Uno stato che eroga soldi senza vincolarli al merito ed all'efficace utilizzo, oppure che si accanisce sul reddito d'impresa, è un paese che mortifica il vero imprenditore. E senza veri imprenditori, il paese non progredisce.
Bambini facciano i bambini. Il paese in cui i bambini diventano grandi troppo in fretta, sia perché vanno alla guerra sia perché anticipano parole e giochi da grandi, è un paese che disperde la capacità di sorridere, di essere ottimisti e spontanei.
Fatti non foste per esser bruti. Il mondo a cui puntare è quello in cui tutti possano vivere, e non solo sopravvivere; un mondo in cui si vive in modo pieno è quello in cui il corpo e la mente si esprimono al meglio. Ecco perché, accanto alla sopravvivenza, va sempre salvaguardata la capacità creativa
Le forze dell'ordine sono necessarie anche in un paese civile. A loro non sì deve né disprezzo, né esaltazione: si deve solo rispetto, come loro ne devono ad ogni singolo cittadino, uguale ad ogni altro nei diritti e nei doveri.
Il paese in cui tutti hanno gli stessi soldi non esisterà mai. Ma più si allarga la distanza tra i più ricchi e i più poveri, e più il futuro sarà a rischio per tutti.
Chi alza muri, in giardino come alle frontiere, s'illude di esser più sicuro. L'indomani sta meglio, dopo un po' sarà più solo, in futuro starà peggio.
La bellezza crea benessere. L'ostentazione, invece, crea invidia. L'invidia crea conflitto. Il conflitto crea violenza.
Usare il cervello ci porta avanti. Usare l'istinto ci riporta a quando eravamo scimmie.
L'ipocrisia è la negazione dell'intelligenza umana.
La diffusione di barriere architettoniche, il grado di attenzione agli anziani, l'integrazione di chi affetto da gravi patologie, sono tre indicatori fondamentali del livello di civiltà di un paese.
La forza va usata solo come estrema ratio. La violenza genera violenza. La pena di morte genera altra morte. Ricorrere alla violenza salva forse l'immediato, ma compromette il futuro.
L'ignoranza è la base della violenza. Il miglior antidoto è l'istruzione e la conoscenza. Un paese che trascura l'istruzione dei suoi figli, e l'aggiornamento degli adulti, è un paese vecchio e malato.
(30 dicembre 2010)