Questa settimana Oprah Winprey, popolare quanto ricca anchorwoman americana, ha tenuto fede ad una promessa fatta anni or sono a Nelson Mandela, inaugurando una High School con i controfiocchi in Sudafrica, nei pressi di Johannesburg. La scuola sarà aperta ad un gruppo selezionatissimo di sole ragazze (meno di 500), provenienti dalle township più povere che circondano la capitale. La realizzazione della scuola è stata presto accompagnata, pare, da un po' di polemiche sull'eccessivo lustro assicurato a questa struttura (dotata anche di impianti sportivi in quantità e, pare, di un beaty center) a confronto con il resto delle scuole sudafricane. Si ripropone insomma il dilemma tra il fare, fare troppo e il non far niente. Lo stesso che, probabilmente, tornerà attuale tra qualche giorno anche in Italia, quando la Lotteria Italia avrà nuovamente assegnato un primo megapremio (5 mln/euro).
C'è però qualche distinzione da fare. E' difficile da contraddire chi osserva che "sarebbe stato meglio fare un primo premio più basso, e fare più piccoli premi"; va anche detto che concorrere alle lotterie (come ad ogni concorso basato sulla fortuna e dotato di vincite cospicue) ha un forte valore emotivo. Si offre una possibilità di scardinare uno stato di cose precostituito a chi altrimenti non ci riuscirebbe mai, ad esempio chi ha poco da scialare, non ha "santi" in paradiso e si ritrova chiusa ogni strada di miglioramento sociale; e in Italia, purtroppo, questo succede ancora spesso.
Il "rischio" insito nella Lotteria è che, essendo la fortuna cieca, quel primomega-premio potrebbe benissimo capitare a chi è già al top della classi di reddito; e in quel caso, la funzione sociale del concorso resta pura velleità. Qui sta la differenza tra il i soldi (pubblici) elargiti con le lotterie, e quelli (privati) utilizzati in casi come quelli della scuola a Johannesburg: la stragrande maggioranza della gioventù (povera ne resterà alla larga, ma se verranno rispettati equi criteri di selezione, almeno per una parte di loro si crea una opportunità che era prima impensabile. tenendo conto che Oprah Wimprey non è lo stato: avrebbe potuto legittimamente impiegare quei soldi in altro modo. Ha fatto solo quello che, in proporzione, può fare ognuno di noi che abbiamo di che vivere, e anche un po' di più.
(5 gennaio 2007)