Il consiglio provinciale e quello comunale di Siena hanno approvato giovedì scorso il cosiddetto “atto di indirizzo”, che sostanzialmente avalla l'ingresso della società Galaxy come socio di maggioranza nella società di gestione dell'aeroporto di Ampugnano, in uno scenario di potenziamento dello scalo che dovrebbe movimentare a regime 100mila passeggeri all'anno.
Un punto di svolta, dopo mesi di dibattito per lo più civile, anche se non sono mancati gli eccessi; mesi in cui uno scenario ben più ambizioso (400mila, se non 4milioni di passeggeri/anno) è stato progressivamente delegittimato dal confronto tra le diverse idee.
Quello licenziato dalle istituzioni giovedì scorso può quindi essere assunto come un compromesso pragmatico, che potrà forse tutelare i più, ma rischia anche di servire a pochi. I consessi chiamati al voto la scorsa settimana infatti non pare che lo abbiano fatto dopo un approfondito esame del nuovo piano di sviluppo, cosa che invece aveva accompagnato il dibattito dei mesi passati in relazione alo scenario da 400mila passeggeri annui, il cui piano dettagliato era quantomeno consultabile sul sito dell'aeroporto.
Un voto sulla fiducia, per lo più; anche perché, a tutt'oggi, nessuno sembra aver chiarito in modo inequivocabile a quale specifica utilità uno scalo potenziato (seppur di non molto) potrà esser strumentale. Il turismo da low cost, o quello di élite? L'industria biotech (Novartis), o Mps? Ed in che in entità? In misura tale da giustificare il rapporto costi-benefici? Perché di costi, in senso lato, in qualche misura ce ne saranno di sicuro: posto che l'investimento lo farà il “privato” (Galaxy, emanazione delle casse Depositi e prestiti italiana e francese), dovranno esser pubblici i soldi necessari alle opere di urbanizzazione, e poi ci saranno – in misura da verificare – costi ambientali, sperando che essi si fermino all'acustico ed atmosferico, senza interessare la falda acquifera che caratterizza l'area dell'aeroporto.
La comunità (economica) senese rischiava di vedersi sfuggire un'occasione, e pur senza 'calar le braghe' con questo voto ha probabilmente cercato di evitare che questo avvenisse del tutto. Resta da capire quanto davvero siano stati lungimiranti gli amministratori pubblici cui la storia renderà il merito (o la colpa) di averlo fatto. Nell'attesa, altre opere infrastrutturali di cui il senese medio potrebbe senz'altro beneficiare, come una ferrovia che sia tale ed una Siena-Firenze più sicura, restano lontane dall'esser realizzate.
(9 marzo 2008)
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