Rispolveriamo termini come guerra fredda o guerra mondiale. Nel
mare che circonda Pantelleria continuano a morire disperati a
centinaia, così come nei luoghi di conflitto in Nigeria o Libia. Da
quest'ultima, ora scappano anche gli italiani, in fuga dalle minacce
dell'Isis. L'Unione Europea è in balia delle pressioni di chi si
arroga il diritto a dettar legge sulla base dei numeri, o di chi
invoca solidarietà dopo aver troppo a lungo truccato i numeri;
mentre le cause di disastro più opache e globali degli ultimi
decenni – l'avvelenamento del pianeta, l'iniquo predominio della
finanza virtuale sull'economia reale – restano per lo più intatte.
Poi ci sono le tante storie più o meno silenziose di gente che
prova creare futuro con dignità, a dispetto di quello che il resto
della società (o le altre facce di sé stessa) non le consente di
fare. Ma visto da qui, l'inverno 2015 non è proprio un belvedere.
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