Torno a fare una piccola parentesi senese, su un argomento del quale se non altro mi sono trovato ad occuparmi più volte negli ultimi tempi. Le principali iniziative di "piazza" tenute negli ultimi tempi a Siena continuano ad avere un comune denominatore rispetto al passato: il cosiddetto "main sponsor", che spesso e' anche l'unico. Il "lato a" di questo fatto e' che a tutt'oggi quello "sponsor" datato 1472 non ha ancora esaurito le sue attenzioni verso questo territorio, al di la' della sua attivita' di datore di lavoro. Il "lato b" e' che questo territorio non ha ancora sviluppato capacita' (o mentalita') tali da sostituire i budget di quel main sponsor con quelli di altri. Questo fatto, se a tutt'oggi comporta conseguenze piu' o meno rimediabili, rischia di averne molto piu' pesanti qualora la sintesi tra efficace governance del "main sponsor" (ammesso che questa si possa nuovamente realizzare) e attenzione al suo territorio d'origine diventi ancora piu' ardua da trovare di quanto non lo sia gia'.
E' una semplice constatazione, non un addebito in cerca di soggetto; ne' e' un allarme da codice rosso. Ci sono gravita' ben piu' impellenti che affliggono questo territorio e molte delle persone che vi abitano, per le quali e' bene che si spenda chi ha capacita' e titolo per farlo (non mi sento tra questi). La constatazione muove solo dal considerare che di eventi (piu' o meno culturali) si fa un gran parlare come una delle strade da battere per il futuro, e che per realizzarli c'e' e ci sara' bisogno di soldi non pubblici molto piu' che in passato. Nel caso di Siena, probabilmente, soldi da cercare altrove.
A proposito di altrove: dal mese di maggio, a Milano e non solo, sara' tempo di Expo. Nelle scorse settimane i media hanno dato conto delle iniziative che alcune citta', tra cui alcune toscane, hanno programmato per intercettare le ricadute economiche di questo evento. Non altrettanto appare noto in merito a Siena e dintorni; il che non impedisce che al momento giusto le iniziative vengano fuori in modo efficace. E' opinione di alcuni che l'Expo sia sinonimo di apparenza, spreco e malaffare, e che quindi non meriti attenzione: se e' vero lo vedremo. Intanto può essere utile sapere che nel 1937 fu un'esposizione universale ad indurre Pablo Picasso a realizzare un'opera poi divenuta nota con il nome di Guernica. E questo, in chiave storica, qualcosa dovra' pur significare.
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