lunedì 22 ottobre 2012

La cultura che mangia

Due dati consolidati. Il primo: da lungo tempo, se non proprio da sempre, l’offerta culturale (beni artistici, paesaggio, eventi) è la prima ragione di attrazione per i turisti in Toscana, e quindi in terra di Siena. Il secondo: la seconda motivazione è l’offerta enogastronomica, che spesso soddisfa il visitatore una volta giunto sul posto più di quanto si sarebbe aspettato. Detto questo, in tempo di crisi è…crisi per tutti, anche per chi offre cibo per gli occhi e per il palato. Siena e la Toscana non fanno certo eccezione, e le reazioni sono contraddittorie. Se da un parte la promozione turistica si sta orientando sempre più al ‘fai da te’ (se non proprio al tutti contro tutti), dall’altra si registrano segnali degni di nota per la serie “l’unione fa la forza”; anche tra i due segmenti di offerta di cui stiamo in questo caso parlando. Sintomatico quanto avvenuto a fine settembre a Villa Bardini, uno dei siti culturali più rilevanti (forte sia del paesaggio, che di opere d’arte) di Firenze. Non solo perché un museo di primaria importanza è diventato per una sera luogo di ristorazione (le terre di Siena vantano importanti precedenti, dalle ‘Degustazioni ad arte” alle cene nel museo della Mezzadria del novembre 2011), ma soprattutto perché la scommessa di far ‘legare’ questi due mondi è stata fatta propria da Regione e Toscana Promozione, ovvero il braccio operativo della promozione turistica in Toscana dopo la riforma del 2011. Ed è quasi un dettaglio (degno comunque di nota) il fatto che l’idea di questa sperimentazione è arrivata da Siena (via Confesercenti). Quel che più conta ora è il pieno di consensi raccolto tra i presenti alla serata (giornalisti, bloggers, tour operators), che aveva carattere sperimentale e che ora sembra destinata a ripetersi in forma itinerante sul territorio regionale, prima di dare spunto ad un vero e proprio pacchetto turistico da proporre anche all’estero.
Sono passati più di dieci anni da quando i promotori di una nuova iniziativa che avesse per protagonisti i ristoranti senesi pensarono di sottotitolarla con uno slogan quasi avveniristico: “arte, cultura & tradizioni culinarie”. Il nome dell’iniziativa era Girogustando, e all’atto pratico sotto questo marchio in più di decennio sono stati sperimentati gli abbinamenti più diversificati. Oggi che quel marchio piace anche altrove – prova ne è la prima edizione di Girogustando a Padova, dopo quelle in Umbria - lo slogan è più reale che mai, e molti puristi scettici sull’accostamento si sono dovuti nel frattempo ricredere. Oggi ci si interroga in modo preoccupato sul passato e il futuro di certi luoghi-principe della cultura a Siena, su tutti quel Santa Maria della Scala dove anche il capitolo-ristorazione è rimasto tra gli incompiuti. Tra dibatti, proroghe e angosce (dei lavoratori) c’è chi prova ad insistere su questo binomio che prova a diventare strategico per la nostra economia. Dall’APPeritivo di MangiareaSiena al Mercato nel Campo, passando per il Trekking urbano, in queste pagine presentiamo solo alcuni degli esempi di iniziative concrete che questo territorio sta mettendo in campo, sotto la cornice “cibo&cultura”. C’’è da augurarsi che altre ne seguano, sempre migliori, se è vero quanto scritto sopra. Qualche anno fa un Ministro ebbe a dire che con la cultura non si mangia. Il rischio reale, oggi, è che facendone a meno si mangi ancor meno.
(pubblicato nel n.5/2012 della rivista C&T - Commercio & turismo)

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